Giovanni Bilotti e Francesco D'Episcopo

 

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C'è nella sua poesia un fondo di meditatività ora ironica ora amara, che compone un discorso di grande efficacia e che dà una nota nuova alla rappresentazione dei sentimenti.

Giorgio Bàrberi Squarotti




Il diario di Giovanni Bilotti è forse la più intelligente e sorprendente occasione per amare e conoscere la sua poesia, quella più vera, che si identifica con la vita...

...La poesia di Bilotti, occorre dirlo una volta per tutte, sottende un solido sostrato "ecologico", dove ecologia è da intendersi come una complessiva visione della vita, volta a valorizzare le straordinarie risorse naturali, che il nostro pianeta offre e che l'uomo ossessivamente offende, in nome di una economia diabolicamente collusa con la politica...

Francesco D'Episcopo




Il poeta e narratore ligure Giovanni Bilotti (la cui produzione saggistica si impone nondimeno in primo piano per necessità bibliografica e acume critico: basti ricordare La Spezia letteraria e, nel 2007, i due volumi della Storia della letteratura spezzina e lunigianese) è tra gli scrittori che con salda coerenza e intensità di autoanalisi ha saputo esplorare le volatili e al tempo stesso dense e condizionanti regioni del proprio inconscio e della propria memoria, facendone materiale poetico capace di suggerire la trasformazione della realtà personale in esperienza collettiva.

La radice classica che non di rado scandisce il repertorio di andamenti e immagini caratteristico di Bilotti (e si pensi a Dettagli, connotata da quella peculiare sintesi, a Le mie stagioni, alla recente e originale silloge La farfalla, definita dall'autore "pseudo poema", strutturata sul confronto fra i miti di ieri e di oggi) ha comunque ampliato sempre di più il basilare concetto di "classicismo': Bilotti ha infatti permeato i suoi versi con una sempre maggiormente evidenziata tendenza a esprimere anche un'emanazione onirica (il rapporto col sogno e il suo plurivalente significarsi è peraltro riscontrabile nella misura di una costante tematica), la quale, tuttavia, sa trascendere la mera valenza evocativa per farsi traccia sostanziale e nucleale di un generale spessore terminologico.

Su tali linee e presupposti di poetica, le opere dello scrittore appariranno inoltre nella legittima luce di tasselli volti a indicare un unico arco poematico, dove la variegata e diramata intonazione lirica, allorché si trova a voler concludere la dilagazione dell'effetto di una vicenda interiore, simultaneamente ne apre un'altra derivante e connessa. Tra poesia e narrativa, dal '77 ad oggi, molte sono state le presenze di Bilotti in libreria con volumi che hanno ogni volta suscitato ampio interesse di pubblico e di critica.

Rodolfo Tommasi




Bilotti è un uomo di sintesi, pragmatico. Si è fatto strada sgombrando l'inutile, per conoscersi e conoscere; ha rimosso la colpa del vivere con la ricerca della propria elezione originaria, intuita infine nella poesia. E qui sta la sua coerenza: dopo aver colto il problema centrale dell'esistere, il male e le sue forme, ce ne ha offerto la soluzione con la specificità carismatica dello scrivere in versi, cioè mediante il rapporto linguistico tra immaginazione e sua traduzione in visioni sensibili.

In questo, Bilotti si accosta ai grandi del Novecento; con essi si affida all'arte in quanto profezia e chiarimento: poiché costringe ad entrare in un percorso in cui gesti, avvenimenti, luoghi - resi con l'attenzione fonologica del corrispettivo eliotiano - si fanno sintesi simbolica ed evocativa. Possiamo definire questo scrivere, limpido e affabilmente coinvolgente, tutt'altro che semplice. Esso, nel rivelarsi da passaggi evidenti o subliminali, chiede un dialogo al lettore; gli palesa la responsabilità di fare di sé stesso un poeta, per accostarsi al mistero del vivere; trova occasione di associare, accanto alla pena soggettiva, l'epitome delle molte tragedie - da quella di Auschwitz (Etty Hillesum) a quelle che accompagnano il cinismo di ogni tempo - liberandole attraverso una giustificazione poetico-fideistica.

L'azione mentale (lo slittamento) nel luogo dell'alterità fantastica si dipana senza descrizione diacronica: tempo oggettivo (anche quello della memoria) e tempo assoluto si ravvisano su uno schermo di attualità in cui azione intuitiva-spazio-kairòs danno una visibilità unitaria e cosmica. è un meccanismo scenico che supera l'attenzione ai particolari ma non li cancella, filtra oniricamente il reale per oltrepassarlo e, al suo rimando (al suo ritorno), offre alla coscienza personale e storica soluzioni speculari, simboliche ed esistenziali. La antitesi dualistiche (bene/male; passato/presente) sono pertanto superate dal chiarimento esotico, ricevuto nell'altrove, mediante il transfert, obbligatoriamente osservato dalla consuetudine poetica.

Maria Luisa Tozzi




Anche se evocata insistentemente, la memoria appare incrinata da un presente che sfugge di continuo; nella versificazione distesa in ampi spazi affiora il chiarore del segno: cose e pensieri la cui lunga traccia si fonde nella temporalità, appunto. Fittamente intrecciati di figure e suoni (registro colloquiale, andamento discorsivo, riflussi di cantilene, profumi e gesti dell'infanzia), anche la più recente poesia di Bilotti si ricollega alla sinopia rossa la cui traccia risale agli anni Settanta. Non manca neppure una spruzzata di agiografia, appoggiata talvolta a reminescenze classiche ma solo per quel poco che si sposa all'affidarsi incondizionato a una superiore entità, mai chiaramente dichiarata, contro il terrore acronico di morte. Viene in mente - per somma e contrasto - Luis Cernuda: El afan de llner lo que es efimero de eternidad (L'ansia di colmare di eternità ciò che è effimero). Sicché la vicenda umana si integra nell'utopia del passaggio, senza cesure definitive perché per Giovanni Bilotti il cercare e il cercarsi non avrà mai fine, e i riti di passaggio si somigliano tutti.

Franco Tralli




...Storie di emozioni, bozzetti morali, pennellate di realtà, parabole di vita, piccole verità che ti riconciliano col mondo, questa è la materia prima dei suoi versi capaci di risollevare il velo da quello che tanti sentono ma non sanno esprimere. A Bilotti basta solitamente solo un cenno, gli basta sfiorare la realtà mormorando che un altro mondo è possibile... e ti rimane dentro quel senso di fresco e di sogno che ti fa pensare che un po' di bello al mondo ancora c'è...

Alberto Zattera




Hanno parlato di lui



È presente in più edizioni del Dizionario degli autori italiani contemporanei, Storia della letteratura italiana - Secondo Novecento, La poesia italiana - del secondo dopoguerra (Miano Ed.), La critica, 1988, e Nuovi saggi critici, 1987 (Agnosetti Editore), Dizionario bibliografico Successo, i poeti del XX secolo, 1988 (Seledizioni), La letteratura italiana contemporanea - profili letterari (Ed. Helicon, 2011); e, tra le molte, nelle riviste "Pensiero e Arte", "Controcampo", "Alla Bottega", "Valori Umani", "Il Rinnovamento", "Riscontri".

Si sono occupati di lui i quotidiani "Il Piccolo" (Trieste), "La Gazzetta" (Catania), "L'Avvenire" (Roma), "La Nazione" (Firenze), "La Nuova Ferrara" (Ferrara), "Il Secolo XIX" (Genova), "Il Corriere di Roma" (Roma), "Pomezia-Notizia" (Pomezia).

Hanno scritto di lui, tra gli altri, recensendo suoi libri: Giuliano Adorni, Beppe Agosti, Alberto Albonetti, Egidio Banti, Giorgio Barberi Squarotti, Giorgio Baroni, Paolo Bassani, Ferruccio Battolini, Giuseppe Bellini, Giuseppe Benelli, Paolo Bertini, Paolo Bartolani, Roberto Bertoni, Adriana Beverini, Loris Jacopo Bononi, Dino Carlesi, Roberto Centi, Giuseppe Luigi Coluccia, Valerio Cremolini, F. D'Anna, Katty Daneo, M.G. De Giosa, Hafez Haidar, Giuseppe De Lorenzo, Francesco De Nicola, Francesco D'Episcopo, Salvatore Di Cicco, Giacinto Di Stefano, Costanzo Emanuele, Renzo Fregoso, Rosa Elisa Giangoia, Nino Gringeri, Raffaele La Capria, Aldo Landi, Renzo Laurano, Franco Martinelli, Rosalba Masone Beltrame, Enzo Millepiedi, Roberto Natale, Mario Olivieri, Nazario Pardini, Gino Parente, Paola Polito, Rino Pompei, Luigi Pumpo, Rosangela Rastelli Zavattaro, Cecilia Rofena, Paolo Ruffili, Fabio Scotto, Giorgio Soavi, Bruno Spagnuolo, Gino Spinelli De' Santelena, Emanuela Stramana, Isabella Tedesco Vergano, Mario Testa, Sergio Tinaglia, Fabio Tombari, Rodolfo Tommasi, Angelo Tonelli, Giorgio Torelli, Maria Luisa Tozzi, Franco Tralli, Athos Tromboni, Salvatore Amedeo Zagone, Alberto Zattera, Antonio Zollino.